Cartoline dall'inferno


Autore: Stuart MacBride
Traduzione: A. Gasperini
Casa Ed.: Newton Compton
ISBN: 978-8854147492
Pagine: 384
Prezzo: € 14,90 - Ebook € 6,99

Il detective Constable Ash Henderson porta con sé un terribile segreto. Cinque anni prima sua figlia Rebecca era scomparsa alla vigilia del suo tredicesimo compleanno. Un anno dopo Ash ricevette la prima cartolina: confezionata come un macabro regalo, una foto scattata con una polaroid ritraeva Rebecca legata a una sedia, imbavagliata e terrorizzata. Ogni anno era arrivata una cartolina, sempre peggiore della precedente, fino all'ultima. I giornali lo chiamano "Il ragazzo del compleanno": da dodici anni rapisce ragazze sempre nel periodo che precede i loro tredici anni. Poi spedisce ai familiari cartoline in cui mostra le loro figlie torturate fino alla morte. Ma Ash non ha mai raccontato a nessuno delle cartoline ricevute: tutti pensano che Rebecca sia scappata di casa. Se qualcuno scoprisse che anche lei è una vittima di quel serial killer, le indagini gli sarebbero di certo sottratte. E Ash ha sacrificato troppo della sua vita per arrendersi prima che l'assassino di sua figlia abbia quel che si merita.
Commento: un thriller poliziesco dai toni molto crudi, duri; una trama attuale appartenente al filone investigativo profiling/serial killer con alta dose di violenza e crudeltà. L'intreccio narrativo si snoda intorno all'indagine su un'inafferrabile assassino sadico seriale e i problemi personali del protagonista, il detective che si occupa del caso. Ash Henderson è un poliziotto molto sopra le righe, richiamato e indagato più volte, vive sempre sul filo del rasoio a causa di debiti con tipi poco raccomandabili che tentano svariate volte di rompergli le gambe, come minimo. Inoltre molto spazio è dedicato alla psicologia di Ash legata inevitabilmente all'orribile morte della figlia, il che lo rende incline all'uso di metodi affatto ortodossi durante le ricerche del killer, soprattutto con i sospettati, e non soltanto per salvarsi la pelle dagli strozzini.
Di per sé la parte investigativa riguardante la ricerca del serial-killer è ben congegnata, capace di mantenere vivo l'interesse del lettore e coinvolgerlo fino alla fine, non risparmiando colpi di scena e regalando un finale poco scontato - e che forse non sarà sempre gradito, avverto. Tuttavia, purtroppo, l'indagine investigativa è mischiata in modo a tratti confuso al resto dei temi salienti, fino quasi a renderla secondaria. Per questo, anche se suspense e azione serrata non mancano - anzi si può dire che tra le continue aggressioni dei creditori, l'accanimento del killer, e le lamentale dell'ex moglie, il povero Ash non abbia un attimo di tregua -, lo sviluppo della storia non è sempre fluido.

Al detective Henderson è affiancata la giovane criminologa Alice, incaricata di redigere un profilo del killer per agevolarne la cattura, e segretamente per controllare il comportamento del ribelle collega. La psicologa appare subito ancora più fuori dalle righe di Ash, ma di cui non conquista le simpatie, al contrario per le loro divergenti opinioni e modo d'essere gli scontri sono continui.
Malgrado siano caratterizzanti ampiamente, alcuni tratti in modo ripetitivo, i due protagonisti non risultano del tutto credibili. L'idea del poliziotto fuori dagli schemi, in cui bene e male sfumano l'uno nell'altro fino a fondersi, già ben collaudata, risulta forse troppo estremizzata nella psicologia e nel comportamento di Ash, da cui derivano a volte situazioni al limite del verosimile. 
Così è per Alice, anche se in questo caso in maniera ben più evidente. Vero è che il criminologo si immedesima nei soggetti per poterne stilare un profilo, e vero è che il detective-psicologo con tic nervosi, scarsa abilità sociale ma intelligenza arguta capace d'incastrare i criminali come nessuno mai, è un'altra caratterizzazione che funziona. Ma qui tutto ciò è davvero esasperato. Lasciando perdere tic e stravaganze, la sua attitudine adolescenziale che si ravvisa nei dialoghi, nei comportamenti, nel rapporto strano e a dir poco ossessivo che cerca d'instaurare con Ash, che non riesce comunque a frenare ma semmai finisce per diventare sua complice, la trovo una criminologa improbabile; oltre che una donna irritante all'eccesso.
Anche se, rispetto alla costruzione narrativa, è intuibile il perché della scelta dell'autore, che ne giustifica in parte la personalità svelando traumi del suo passato, che un qualsiasi ente investigativo la possa assumere, a me, sembra altamente improbabile pur trattandosi di un romanzo.

Lo stile narrativo è per lo più scorrevole, molto moderno asseconda la personalità di Ash; il narratore della storia. I dialoghi dove intervengo più persone, però, talvolta risultano confusi e non è sempre immediato distinguere emittenti e destinatari della comunicazione (onestamente non so quanto sia dovuto alla traduzione).

Nel complesso, tenendo conto quanto detto sopra, a mio parere il romanzo è comunque consigliabile agli amanti del genere dark-crime.

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