La sorella del re

Titolo: La sorella del re
Autore: Anne O'Brien
Traduzione: Elisabetta Lavarello
Editore: HarperCollins Italia
ISBN: 9788869051241
Pag.: 480
Prezzo: € 14,90, brossura 12,67, ebook 6,99
1382. Figlia di Giovanni di Gand, sorella del futuro re d'Inghilterra Enrico IV, Elisabetta di Lancaster ha imparato gli scaltri intrighi di corte dagli uomini più potenti del regno. In quegli anni di instabilità politica solo i più accorti sopravvivono e la lealtà al proprio lignaggio è la sola legge che conta. Una principessa plantageneta non può opporsi ai desideri del padre. Eppure l'indomita Elisabetta rifiuta di soggiacere a un matrimonio combinato. Ribellandosi al suo destino, sposa invece l'affascinante e ambizioso Sir John Holland, Duca di Exeter, fratellastro del Re Riccardo II e l'unico uomo che abbia mai amato. Ma la disobbedienza ha un prezzo... 1399. Il fratello di Elisabetta, Enrico, ha conquistato il trono a spese di Riccardo e John Holland, tra i più fedeli confidenti del vecchio re, architetta un piano per rovesciare l'usurpatore. Intrappolata in una mortifera rete di inganni e segreti, Elisabetta deve scegliere. Tradire il fratello e la famiglia? O smascherare il marito, decretandone la morte?
Commento: l’accuratezza storica e la proprietà di linguaggio sono i punti forti del libro.
La trama del romanzo ricalca fedelmente ciò che si sa, documentato o tramandato dalle voci di corridoio della corte inglese, su Elisabetta di Lancaster, figlia del duca di Gland e sorella del futuro re Enrico IV. Ho amato l’ambientazione, Anne O’Brien (un tempo insegnate di Storia) sa calare il lettore nell’atmosfera giusta senza perdersi in lunghe e noiose descrizioni, ma soffermandosi sui particolari che rendono facile vivere la storia nell’esatto contesto in cui si svolge. A quello scopo contribuisce anche lo stile dell’autrice: scorrevole e di facile lettura pur utilizzando una terminologia a volte ricercata, come alcune espressioni ricorrenti che sono perfettamente coerenti con l’ambientazione, anzi, indispensabili per rendere verosimile la narrazione. E fin qui tutto bene. 
La causa principale che mi ha impedito di immergermi fino in fondo nella storia e godermela credo sia stata la protagonista. Ho cercato di farmela piacere capitolo dopo capitolo ma non c’è stato verso, non sono riuscita a trovare quella sintonia necessaria per amarla, e di conseguenza non sono nemmeno riuscita ad amare del tutto la storia, incentrata sulla sua figura. Non parlo solo delle vicende ma anche, ovviamente, delle sue emozioni e dei sui pensieri, di cui lei informa il lettore, almeno per il mio gusto, in maniera fin troppo ridondante e invasiva. L’uso della narrazione in prima persona e dal punto di vista della protagonista dovrebbe servire ad avvicinarla al lettore, ma in questo caso accade il contrario. La preponderanza delle domande che si pone e del suo mondo interiore di tanto in tanto rallenta la narrazione e soffoca “gli intrighi e i segreti” che dovrebbero essere una delle colonne portanti della vicenda. 
Elisabetta, proprio per le scelte che compie e le sue vicissitudini, dovrebbe rappresentare il tipo di donna forte e volitiva che in genere ammiro e mi attrae, ma in questo caso non mi ha convinto completamente. È importante che siano mostrate anche le fragilità di un personaggio, perché altrimenti sarebbe poco credibile, ma io l'ho percepita più egocentrica che volitiva. Pur ammettendo che nel mio cuore si sia riscattata verso la conclusione, le mie impressioni non sono mutate. Ho ammirato molto di più la principessa Giovanna, che è il personaggio secondario da me preferito. Allo stesso modo, e forse influenzata dalla poca simpatia per Elisabetta, la sua storia d’amore con John Holland non mi ha coinvolta come avrebbe dovuto, nonostante, ripeto, lo stile narrativo dell’autrice sia molto piacevole ed efficace.

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